Home Attualità Riapertura superiori, rischio ondata incontenibile: studio FBK-ISS-INAIL

Riapertura superiori, rischio ondata incontenibile: studio FBK-ISS-INAIL

CONDIVIDI
[pro_ad_display_adzone id=65073] [pro_ad_display_adzone id=102364]

Allentare le restrizioni quando l’incidenza delle infezioni da Sars-CoV-2 è ancora alta può portare ad un rapido nuovo picco dei casi, e quindi dei ricoveri, anche se l’Rt è inferiore ad 1.

E’ quanto emerge da uno studio dei ricercatori di Fondazione Bruno Kessler (FBK), Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL), basato sui dati della ‘prima ondata’ dell’epidemia.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science of the United States (PNAS).

Secondo il documento, un anticipo prematuro delle riaperture può incidere notevolmente sull’andamento dell’epidemia. Ad esempio, anticipare al 20 aprile la fine del lockdown avvenuta il 18 maggio avrebbe potuto generare un incremento di circa il 500% delle ospedalizzazioni cumulative rispetto a quelle osservate da maggio fino a fine settembre.

“L’incidenza – spiega Stefano Merler, ricercatore FBK – deve essere sufficientemente bassa da poter essere gestita dai sistemi di prevenzione con l’isolamento dei casi e la quarantena dei contatti”.

“La ricerca – prosegue Merler – mostra che il potenziale di trasmissione di COVID-19 è ancora altissimo e suggerisce estrema cautela nella scelta dei contatti sociali che vengono riattivati e nella tempistica di riattivazione degli stessi”.

Quali conseguenze con la riapertura delle scuole?

Secondo la ricerca, la riapertura delle scuole dagli asili fino alle scuole medie potrebbe avere un impatto limitato sulla trasmissibilità di SARS-COV-2 a causa della minor suscettibilità all’infezione dei bambini e ragazzi fino a circa 14 anni di età.

Al contrario, riattivare quasi completamente i contatti sociali e le scuole di ogni ordine e grado, come avvenuto in tarda estate, può risultare in un’onda epidemica non contenibile senza severe misure restrittive.

L’analisi condotta non permette di distinguere tra infezione trasmessa all’interno degli edifici scolastici e infezione trasmessa durante le attività peri-scolastiche (es. trasporti, possibili assembramenti fuori degli edifici scolastici, attività extra-scolastiche).

Misure per il mondo del lavoro

Per quanto riguarda i contatti sociali che vengono riattivati, la ricerca mostra che:

  • i contatti nel mondo del lavoro, escludendo i servizi essenziali (es. sanità) che possono essere ad alto rischio ma non possono essere sospesi, potrebbero non incidere molto sulla trasmissibilità di SARS-COV-2;
  • è comunque importante favorire il più possibile lo smartworking, dove possibile.

Prima di ottobre infettato il 5% della popolazione italiana

Gli autori hanno stimato che fino al 30 settembre si è infettata circa il 4.8% della popolazione italiana, con grandi differenze tra regione e regione (circa l’11% in Lombardia, il 2% in Lazio e l’1% in Campania). Come conseguenza, l’analisi suggerisce che gli effetti delle riaperture possono essere diversi da regione a regione a seguito dei diversi livelli di immunità raggiunta e della diversa prevalenza di infezione. La ricerca suggerisce anche un possibile ruolo della struttura demografica, con un minore impatto di COVID-19 nelle regioni con popolazione più giovane.

SCARICA LO STUDIO

[pro_ad_display_adzone id=78598]