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Lettera ad un genitore terrorizzato

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Rispondo al terrorizzato Mario Ferrari, rappresentante di tutti i genitori del mondo, di stare tranquillo: pochissimi docenti supereranno “l’unica prova selettiva”(cit.) prevista per il concorso straordinario. Nemmeno il sottoscritto, uno degli esaminati, nutre grandi speranze di superare il concorso in questione. Dorma tranquillo, signor Ferrari, saranno in pochissimi a farcela, perché in pochissimi disponevano delle attitudini richieste per superare questa meritocratica prova, nella quale veniva richiesto nell’ordine:

1) di non essere positivi al coronavirus;

2) di non frequentare parenti/studenti positivi;

3) di sopravvivere, in piena pandemia, a viaggi in aereo, bus, metro ecc per raggiungere le sedi del meritocratico esame;

4) di avere la serenità per continuare a prepararsi e per affrontare la suddetta prova in piena  pandemia;

5) di abbozzare, in pochissimi minuti, unità didattiche corredate da improbabili elencazioni di argomenti mnemonicamente tratti dagli indici dei libri di testo.

Dorma tranquillo, rappresentante degli atterriti genitori di tutto il mondo, pochi di noi riusciranno a farcela, la maggior parte di noi avrà la punizione che merita: alcuni perderanno il lavoro, altri rinunceranno definitivamente ad insegnare, altri ancora rinunceranno definitivamente a programmare la propria vita ( matrimoni, figli ecc). Stia sereno signor Ferrari, vero è che i suoi figli e quelli degli altri terrorizzati genitori avranno ancora per parecchi anni in cattedra immeritevoli insegnanti precari,  sballottati a destra e manca dalle graduatorie che la sua meritocratica ministra ha avuto il merito di digitalizzare; però abbiate fede, nel giro di pochi decenni la meritocratica macchina dei concorsi ci avrà completamente sostituiti con meritevoli vincitori di concorso.

Potrei provare a spiegarle qual è la mia opinione in merito, magari raccontarle del dramma che si vive nel rimanere impigliati nell’infernale girone del precariato; potrei raccontarle della dedizione con cui, malgrado tutto, svolgiamo il nostro lavoro; potrei ricordarle che tanti dei genitori che lei rappresenta (perché, che lo vogliano o no, lei ne è indiscusso portavoce) chiedono (comprensibilmente e ingenuamente) ai ds che ai loro figli sia garantita la continuità didattica, e che a garantirla siano proprio quei precari che tanto la spaventano; potrei anche spiegarle che un docente che insegna da anni dovrebbe essere valutato per il lavoro svolto a scuola, non sulla base di improbabili questionari infarciti di fuffa.

Potrei persino mostrarle sorprendenti “vecchi” video nei quali la sua meritocratica ministra, da pasionaria sindacalista, esprime un parere che coincide al 100% con il mio. Potrei farlo, ma  non lo farò, perché conosco il grado di empatia che caratterizza la sua categoria, e perché so che le mie sarebbero armi spuntate: ben poco si può opporre, di questi tempi, alla vuota retorica del “merito apparente”, quella retorica sulla quale la sua ministra ha costruito la seconda parte della sua carriera politica e grazie alla quale lei può ergersi a paladino di tutti i genitori del globo.

Saluti,

Mario Rossi

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